domenica 26 maggio 2013

Anche gli angeli hanno ormai le ali spezzate



Io non riesco più a provare tristezza.
Quando vedo certe immagini, quando sento certe storie, non riesco più a commuovermi.
Provo rabbia.
Una rabbia che sale dalle stomaco tramutandosi in nausea.
Perchè quando un bambino muore di una morte così efferata, non ci si può commuovere: si dovrebbe provare lo stesso dolore. Tutti, senza eccezione alcuna. Dal carnefice a te che stai leggendo.
Perchè quel bambino è tuo figlio. E' quello stesso bambino che hai tenuto sulle ginocchia e che hai abbracciato quando, cadendo, si è sbucciato le ginocchia.
Magari fosse stato così anche per lei... solo una piccola sbucciatura di ginocchia.
Invece no. Sei stata massacrata, con crudeltà, con una violenza senza giustificazioni.
Non sento tristezza. Sento le tue urla e provo rabbia. Sento l'odore del sangue e provo disgusto. Sento la tua voce sparire e provo sconforto.
Per te che sei mia figlia e per tutte le altre voci non ascoltate prima della tua.
Non sento nulla.
Perchè è proprio chi ti ha messo al mondo che ti ha portato alla morte. Tua madre, che giace impotente vittima anch'essa di uomini senza coscienza e di donne incapaci di fermare il massacro.
Non provo nulla perchè prima degli uomini siamo noi donne a dover capire chi siamo.
Siamo noi donne che in Africa impugniamo il coltello contro la stessa bambina che fummo.
Siamo noi donne che seguitiamo a nasconderci dietro a quel velo calato fin sopra allo sguardo.
Non riesco a provare dolore se prima di tutti è il  mio essere donna che non lotta per fermare il massacro.
Ed ecco che questi piccoli angeli muoiono fra le mani rugose di un vecchio. Vendute ancor prima di nascere agli stessi bastardi che gli han dato la vita.
Non riesco a provare dolore quando aerei di lusso trasportano gente per bene disposta a pagare per essere i primi a violare il tuo corpo. Uomini colti, uomini al di sopra di ogni sospetto.
Riesco solo a sentire un vuoto ricolmo di rabbia... per aver perso una vita di bimba con te.



Grazie a Sara per avermi segnalato l'articolo
Immagini che non andrebbero mai viste
Grazie a M.V. per avermi fatto riflettere
Reuters

15 commenti:

vitavissuta ha detto...

I bambini hanno diritto alla felicità.

johakim ha detto...

un diritto troppo spesso dimenticato.
Grazie M.

sergio celle ha detto...

..ciao Joh, perdonami se in questi atroci frangenti non riesco a provare sentimenti di rabbia e di odio, i miei genitori non me li hanno proprio donati, ma ogniqualvolta vedo o leggo, come ho letto il tuo post, mi commuovo e piango da consumare tutte le lacrime disponibili...si dovrebbe pubblicare un post al giorno come il tuo, altro che poesie d'amore! Grazie Joh...abbraccio...

sergio celle ha detto...

...ciao Joh, sono sempre io, Sergio. Ho letto più volte il tuo toccante post che non può non far riflettere, e dalla riflessione mi sono scaturiti versi che ho deciso di pubblicare. Non mi dispiacerebbe utilizzare la tua foto di Lucifero...in attesa di una conferma, ti saluto con sincero affetto...

johakim ha detto...

grazie Sergio puoi fare quello che vuoi con le foto.
Grazie anche per aver condiviso con me i tuoi sentimenti preziosi

Daoist ha detto...

Peso che il tuo stato d'animo sia ciò che viene chiamato "amore filiale", tuttavia l'esternazione di tutto ciò che scrivi, contenga più che mancanza di sensibilità,o rabbia come dici, una celata compassione che la durezza degli accadimenti di questo tipo fanno esplodere.
Siamo in modi diversi coinvolti da vicende di questo genere...dovremmo cominciare a porci una semplice domanda e cioè: noi cosa facciamo perchè ciò non accada e non soltanto a bambini, ma ad ogni essere vivente? E la riflessione riguarda tutti.
Quanto siamo disposti ad accettare il colore di una pelle diversa, quanto la cultura di aree di un mondo sempre più in movimento, di povertà dilagante ecc.

Ecco allora che bisognerebbe imparare ad essere tutti più compassionevoli e con maggior accettazione di ciò che a torto diciamo essere diverso e cosi via...

Un carissimo saluto e buona giornata.

johakim ha detto...

@Daoist
QUando ho letto la notizia, ho in effetti pensato subito a mia figlia ed ai miei nipoti. Ho provato a mettermi nei panni del dolore che una madre può provare e nel dolore che che una piccola vita ha dovuto sopportare... è stato straziante anche per me.
Il cambiamento deve poter partire dal quotidiano, dalla non discriminazione, dalla compassione e dall'idea fondamentale che tutti hanno stessi diritti senza discriminazione di sorta.
Accadrà forse un giorno? ... Io non ci sarò più per vedere questa meraviglia

Sciarada ha detto...

Già rabbia, quella rabbia che ti urla dentro ma è talmente densa e compatta che non riesce a far uscire la voce e ti inganna dicendoti che non provi nulla per questo mondo di... al quale appartieni anche tu.
Un abbraccio Joh

keypaxx ha detto...

Viviamo un'epoca in cui essere bambini è quasi un delitto.
Non esiste futuro in Occidente.
Nè per nuovi nati nè per coloro che dovrebbero esserselo meritato.
Per assurdo, forse, a Oriente e nel Terzo Mondo ci sono prospettive più ideali. Laddove il progresso non ha ancora compiuto le stragi politiche ed ideologiche che ben sappiamo.
Un sorriso per la giornata.
^____^

johakim ha detto...

@Sciarada
è la costernazione davanti all'impotenza che mi uccide e come dici l'appartenenza ad un mondo che non sento mio in casi come questi.

Joh

johakim ha detto...

@Key
Non credo ci sia zona al mondo dove i bambini sono protetti
nell'articolo Reuter che cito in fondo al post mi da una visione di una zona che non credevo fosse così tanto violenta con i bambini.. ed invece...
C'è bisogno di una completa rivoluzione

Joh

Elisena ha detto...

Quando il dolore tocca le note più sorde, quelle che non possono più alzarsi in volo, quel suono è l'urlo di dolore d'un bambino!
E la cattiveria umana, d'ogni grand'uomo che s'appropria della sua innocenza, toglie all'eco la voce per far vincere in silenzio nell'atrocità ogni sua nefandezza!
Elisena

Sciarada ha detto...

Lo so Joh, lo capisco bene!
Un abbraccio!

Stefyp. ha detto...

Ciao, sono passata da Sergio e ho letto il post che ti citava. Così eccomi qua, a leggere anch'io e a condividere le tue parole per queste brucianti realtà. L'impotenza mi toglie le parole. La rabbia, il dolore urlano dentro e non trovano la via per sciogliersi in lacrime.
Un saluto, lieta di averti conosciuta, Stefania

johakim ha detto...

Ciao Stefy (siamo omonime :o)
Per me e per molte donne come me il dolore è ancora più grande quando si hanno figli e come, nel mio caso, si hanno nipoti.
E' un articolo quello che non si riesce a commentare se non intingendo la penna nel dolore.
Grazie delle tue parole
Joh