sabato 9 gennaio 2016

Dammi ancora la mano

E alla fine rimane solo un ricordo, sospeso fra le sue guance e le mie lacrime.
Te ne sei andata in questo pomeriggio d'inverno, madre fra le donne, come era giusto che fosse.
Tu lo sei stata fin dalla nascita, una mamma.  Eri fatta per dare la vita, per riscaldare, accogliere.
Hai cresciuto le tue figlie ed i nostri figli  e dopo ancora i loro figli rendendoti mamma di tutti. Un cerchio di vita infinito.
Mi resta da dirti grazie per i tuoi silenzi, per la tua costante presenza,  per la tua comprensione, per le tue scelte a volte sbagliate ma sempre fatte con grande amore, per i tuoi perdoni, per le tue carezze, per la tua timidezza e per la tua invadenza, per aver pianto con tutti noi, per aver voluto la famiglia che hai avuto della quale io per prima sono fiera, per avermi insegnato ad essere libera ma con un filo d'argento sempre teso fra di noi, per avermi fatto capire che amare significa prescindere da tutte le incomprensioni, per avermi guidata anche da lontano, per avermi chiamata tesoro e amore e per avermi sussurrato alla fine che sono la tua bimba.
Ecco mammina, mi resta da dirti grazie... per essere stata mia madre.

venerdì 4 dicembre 2015

Come un fiocco di neve



Calendario dell'Avvento 
il Focolare dell'Anima
(una splendida idea di Anima Mundi)



ad Ale
alla sua forza,

al suo sorriso
all'immensità del suo cuore
al suo essere un  bambino speciale.



Puoi sentirlo arrivare da molto lontano, 
in un soffio di vento, in una parola gentile. 
A volte capita di trovarlo in un raggio di sole, 
di quelli che si affacciano timidi fra le foglie degli alberi alti.  
Altre volte invece potresti incontrarlo per strada, 
accucciato assieme ad un bimbo che gioca. 
Lui ti tocca una spalla e sparisce, 
monello come quando eri piccolo. 

Si insinua in un gesto, in uno sguardo, 
nelle lucine delle finestre di notte.  
Puoi far finta di nulla e mentire a te stesso, 
oppure scappare lontano e nasconderti. 
Puoi serrare la porta di casa e non aprire a nessuno. 
Ma lui entrerà senza presentazioni, irruente.


Ti terrà stretto come a voler entrare dentro di te,
pesante e caldo come una coperta d'inverno.
Ti metterai a correre altrove, lontano, fino a sentirti protetto
ma lui sarà li, aggrappato al tuo respirare,
tenace, forte come un ramo d'abete.

E' l'atmosfera del Natale.
Quella che ad ogni giorno che passa, nascosto nelle caselle del calendario del cuore,
ti ricorda di essere un uomo diverso,
... più simile a un bimbo,

magari più simile a lui.

Lasciati prendere, ancora una volta,
è un momento speciale
che dura da sempre.

Vola piccolo fiocco di luce...
noi aspettiamo il Natale con te.





Le prossime parole, saranno di Ambra.
Questo è il suo Blog:
Ambra Tra sogni e realtà

domenica 22 novembre 2015

Fate silenzio

Dite alle foglie di arrestare la loro caduta,
Fermate le nuvole in cielo che la loro forma non debba cambiare.
Dite agli uccelli di tarparsi le ali,  ai pesci di smettere i loro guizzi nei fiumi,  agli animali di restare in letargo.
Chiedete alla luce del giorno di farsi da parte  per permettere al buio di disegnare il silenzio.
Costringete le ombre dei vostri pensieri a tacere,
che il sorriso non possa raggiungervi.
Sprangate le porte del cuore e coprite i ricordi con pesanti mantelli,
spegnete le lampade, i fuochi, le torce,
chiudete il dolore nel buio profondo di un lago.
Lasciate che tutto rimanga come lo aveva lasciato...
Lui è stato una carezza nei suoi folti capelli, le parole che non ho sentito vibrare,  il rumore dei suoi passi per strada.
Ora fate silenzio, vi imploro,
la sua luce sta volando lontano.

Ale ... ciao



venerdì 15 maggio 2015

C'è un bambino....



E poi c'è un bambino.  Quello che hai conosciuto senza motivo, che ha attraversato la tua strada per sbaglio, diresti tu.
Non dovevi essere li, mentre lui passava. Dovevi essere altrove a curare il tuo giardino, oppure a versare lacrime inutili.
Invece no. Lui si è parato davanti vestito con una camiciola a scacchi bianchi e blu.
Mi ha perfino sorriso malgrado gli fossi estranea.
E' stato allora che ho fatto una cosa che mai avrei dovuto fare: gli ho toccato i capelli.
Lui ha i capelli più soffici di qualsiasi altra cosa soffice esista al mondo. Una sensazione di morbido che mi è rimasta incollata alla mano, non viene via con nessun sapone.
Nulla lasciava intendere che stesse male. Non il suo volto, non i suoi occhi e nemmeno le sue parole.
Loro si. Loro due avevano il dolore appena appreso che gli colava dagli occhi.  Ogni lacrima versata restava attaccata al volto solcandolo profondamente. Il volto ritorto assieme al cuore nel filo spinato.
E io ero li a provare a dare un significato sapendo che non lo avrei mai trovato.
Perchè non ha senso dover morire a sei anni. E non ha senso che chi ti ha messo al mondo debba soffrire così tanto. Non insegna niente, nè a lui nè a loro.
Il coraggio. Forse quello sei obbligato ad impararlo velocemente. Perchè non hai il tempo. Non lo ha lui e non lo hanno sua madre e suo padre.
Lui è coraggioso perchè non sa cosa significa morire e loro non sono alla sua altezza, nell'essere così forti.
Ed io non so cosa ci facevo sulla loro strada. Potevo essere altove a prendermi cura di qualcosa di inutile.
Ma ho toccato i suoi capelli. Erano morbidi... e mi sono rimasti nel cuore.

Forza Alessandro!






venerdì 6 marzo 2015

Un sasso dopo l'altro




Ho sentito il cuore fermarsi,
si è fermato fra le labbra e una goccia di sangue.
Le mie gambe hanno smesso di correre,
mentre un fratello urlava il mio nome.
Non ricordo le parole dette,
ricordo solo il dolore.
Un intenso dolore che non aveva mai fine,
fra la tempia e il mio battito di ciglia.
Ho sentito la testa infrangersi contro un muro,
o forse era la mano di mio padre,
dura come mai lo era stata.
Ora ne ho solamente un vago ricordo.
Ho lasciato che un fiume rosso mi attraversasse la bocca,
soffocandomi le grida.
Urlavo amore e questa parola mi tornava indietro
appuntita come la lama di un pugnale.
O forse era un sasso, forse due, forse trenta
come i denari dei condannati a morte.
Ho solo il sapore del ferro incastrato fra fra i denti,
fra una parola e un grido.
E mentre la nebbia fredda ghiaccia gli ultimi battiti del mio cuore
ti ho sentito chiamarmi, mamma.
Eri dentro di me e mi hai teso la mano per accompagnarmi altrove.
Ora, nel silenzio del nostro riposo,
ti guardo e ti sussurro la mia dolce canzone d'amore.
A tutte le donne, a tutte le madri e a tutte le vittime innocenti
è rivolto il mio pianto.
L'ennesimo.
Joh

lunedì 23 febbraio 2015

Io valgo meno di un granello di polvere



Quanto vale una vita?
Come poter pesare i battiti del cuore o dare un valore morale ai tuoi sorrisi. Non ha prezzo restare affascinati dal nero dei tuoi capelli arruffati dal sudore e dalla polvere, dal sentire i tuoi piedi correre sui marciapiedi,dall' ascoltare  il tuo respiro quando di notte ti lasci abbracciare dai sogni.
Carne da macello per uomini che dovrebbero morire al posto tuo, tanta è la violenza folle che li riveste. Ma non è così. Loro vivono e tu sei il corpo attorno al quale hanno legato una bomba.
Meglio questa fine. Molto meglio morire in un battito di ciglia che pensarti vittima di abusi, mutilazioni, torture. Meglio saperti esplosa assieme ai tuoi sogni che pensarti fra le mani assassine di un branco di cani. Meglio sapere che il tuo cuore si è fermato in una sistole eterna alla quale non farà mai seguito alcuna diastole. Un tac esploso a distanza e tu hai smesso di esistere.
Non è possibile dare un senso a questo. Quando ci provo sento solo un gran nodo alla gola, segno di un impotenza assoluta. Un cesto di rabbia, il mio,  legato ad un fagotto di vita. Mia figlia, la tua, la nostra, quella che ancora avrebbe dovuto nascere ma che ha già preso vita nei tuoi desideri di madre.
Lei, un piccolo granello di polvere, che torna alla luce. La sua. Quella che non ha mai potuto vedere.

venerdì 23 gennaio 2015