giovedì 1 dicembre 2016

Un Dicembre dentro, un Dicembre fuori


A volte il Natale ti porta a credere che tutto sia possibile. 
Ti svegli al mattino e scopri che qualcosa è cambiato. I colori sono più vivi e l’aria fredda sembra non esserlo più così tanto.
Le nuvole grigie che prima solcavano il cielo, ora corrono rapide come lanciate al galoppo verso un posto lontano.
Piccoli fiocchi gelati scivolano lungo i rami degli alberi e piano ricoprono il mondo rendendolo unico.
Le persone, uscendo di casa sorridono da sotto le sciarpe, scambiandosi gesti affettuosi. Un abbraccio, uno sguardo, una parola gentile.
Lontano, in fondo alla via, gruppi di bimbi corrono verso la scuola lanciandosi palle di neve.
Solo un sorriso, diverso dagli altri, resta un poco isolato dal gruppo. E’ come se volesse chiamarti. Lo conosci il suo nome?
Corre, come fosse un folletto, avvolto nella sciarpa di lana. Sembrerebbero quadri, quelli della sua camiciola. Uno blu, uno bianco, come le linee del cielo.
Non si riesce a fermarlo. Non rimane la fermo dove si era fatto vedere, tanto è veloce.
Solo… sai di conoscere quel meraviglioso sorriso. E’ un ricordo ancestrale. Qualcosa che ti ha segnato la vita e mai potrà andarsene via.
E’ la memoria di un amore vissuto, mai perso, che mai potrà smetter di vivere nel profondo del cuore.
La magia del Natale a volte scopre ferite profonde ma ha il potere di accogliere sotto il suo manto di neve tutti i ricordi dell’universo.
Mamme e bambini, figli e famiglie, amici e fratelli stretti in un unico abbraccio. Ora, insieme, è possibile sognare l’uno dell’altro.

Ringrazio Sciarada per avermi dato l’opportunità di aprire la prima casella di questo calendario.
Un calendario che è la commemorazione di una festa per chi ci è accanto e per chi non smetterà mai di essere nei nostri cuori.
Passo volentieri il testimone all’amica Patricia del blog  Myrtilla' s house

giovedì 20 ottobre 2016

Viola d'inverno

E' nato ed è stato premiato.
Non avrei sperato tanto, credetemi.

Grazie a chi mi ha spronata, a chi mi ha detto parole meravigliose, ha chi ha riletto con me tutti i capitoli a volte con un sorriso ed altre con una lacrima.
Grazie a chi ha espresso giudizi, capendo cosa avessi in fondo al cuore e mi ha riconosciuto un meraviglioso terzo posto ad un concorso nazionale.
Grazie a "Viola" per avermi fatto vivere nelle pagine di questo libro, stretta alla mano di mio padre.

Viola d'inverno








sabato 9 gennaio 2016

Dammi ancora la mano

E alla fine rimane solo un ricordo, sospeso fra le sue guance e le mie lacrime.
Te ne sei andata in questo pomeriggio d'inverno, madre fra le donne, come era giusto che fosse.
Tu lo sei stata fin dalla nascita, una mamma.  Eri fatta per dare la vita, per riscaldare, accogliere.
Hai cresciuto le tue figlie ed i nostri figli  e dopo ancora i loro figli rendendoti mamma di tutti. Un cerchio di vita infinito.
Mi resta da dirti grazie per i tuoi silenzi, per la tua costante presenza,  per la tua comprensione, per le tue scelte a volte sbagliate ma sempre fatte con grande amore, per i tuoi perdoni, per le tue carezze, per la tua timidezza e per la tua invadenza, per aver pianto con tutti noi, per aver voluto la famiglia che hai avuto della quale io per prima sono fiera, per avermi insegnato ad essere libera ma con un filo d'argento sempre teso fra di noi, per avermi fatto capire che amare significa prescindere da tutte le incomprensioni, per avermi guidata anche da lontano, per avermi chiamata tesoro e amore e per avermi sussurrato alla fine che sono la tua bimba.
Ecco mammina, mi resta da dirti grazie... per essere stata mia madre.

venerdì 4 dicembre 2015

Come un fiocco di neve



Calendario dell'Avvento 
il Focolare dell'Anima
(una splendida idea di Anima Mundi)



ad Ale
alla sua forza,

al suo sorriso
all'immensità del suo cuore
al suo essere un  bambino speciale.



Puoi sentirlo arrivare da molto lontano, 
in un soffio di vento, in una parola gentile. 
A volte capita di trovarlo in un raggio di sole, 
di quelli che si affacciano timidi fra le foglie degli alberi alti.  
Altre volte invece potresti incontrarlo per strada, 
accucciato assieme ad un bimbo che gioca. 
Lui ti tocca una spalla e sparisce, 
monello come quando eri piccolo. 

Si insinua in un gesto, in uno sguardo, 
nelle lucine delle finestre di notte.  
Puoi far finta di nulla e mentire a te stesso, 
oppure scappare lontano e nasconderti. 
Puoi serrare la porta di casa e non aprire a nessuno. 
Ma lui entrerà senza presentazioni, irruente.


Ti terrà stretto come a voler entrare dentro di te,
pesante e caldo come una coperta d'inverno.
Ti metterai a correre altrove, lontano, fino a sentirti protetto
ma lui sarà li, aggrappato al tuo respirare,
tenace, forte come un ramo d'abete.

E' l'atmosfera del Natale.
Quella che ad ogni giorno che passa, nascosto nelle caselle del calendario del cuore,
ti ricorda di essere un uomo diverso,
... più simile a un bimbo,

magari più simile a lui.

Lasciati prendere, ancora una volta,
è un momento speciale
che dura da sempre.

Vola piccolo fiocco di luce...
noi aspettiamo il Natale con te.





Le prossime parole, saranno di Ambra.
Questo è il suo Blog:
Ambra Tra sogni e realtà

domenica 22 novembre 2015

Fate silenzio

Dite alle foglie di arrestare la loro caduta,
Fermate le nuvole in cielo che la loro forma non debba cambiare.
Dite agli uccelli di tarparsi le ali,  ai pesci di smettere i loro guizzi nei fiumi,  agli animali di restare in letargo.
Chiedete alla luce del giorno di farsi da parte  per permettere al buio di disegnare il silenzio.
Costringete le ombre dei vostri pensieri a tacere,
che il sorriso non possa raggiungervi.
Sprangate le porte del cuore e coprite i ricordi con pesanti mantelli,
spegnete le lampade, i fuochi, le torce,
chiudete il dolore nel buio profondo di un lago.
Lasciate che tutto rimanga come lo aveva lasciato...
Lui è stato una carezza nei suoi folti capelli, le parole che non ho sentito vibrare,  il rumore dei suoi passi per strada.
Ora fate silenzio, vi imploro,
la sua luce sta volando lontano.

Ale ... ciao



giovedì 23 luglio 2015

Nascosta fra i cassetti

Ho chiuso dei capitoli interi della mia vita,
li ho sigillati e buttati in fondo all'armadio dei non-ricordi.
Preferisco sempre troncare col passato gettando via la chiave di accesso.
C'è peró un piccolo spioncino dal quale osservo ogni tanto un angolo di quello spazio,
a volte qualcuno mi spinge con violenza a farlo,
ed è doloroso perché  i ricordi tagliano la carne e il sangue che ne sgorga sembra essere ancora fresco. 
Ora non ho un vero e proprio armadio,
ho un insieme di porte scorrevoli che si aprono e si chiudono a seconda del giorno in cui vivo.
Non è facile avere degli spazi così aperti perchè mi fa sentire ospite ovunque.
E' inutile creare del posto dove io non ho accesso. Io non ci sono in quel vuoto perchè è ancora pieno dei ricordi di altre vite. 
Sento la forza di queste esistenze  stringersi attorno a me. La sento nelle frasi non dette, nei discorsi lasciati cadere, nelle parole violente che mi allontanano.
Ed ecco che io sono ancora li, con la mia valigia in mano, come un apolide, nella terra di nessuno.
Sono una madre senza una figlia, una sorella senza più una famiglia, una donna che un giorno è moglie e l'altro è qualcuno da allontanare, come fosse un estranea.
Guardo la mia piccola chiave, quella che apre una porta qualunque. 
Casa mia... casa tua...
ed un armadio pieno di sogni
che vorrei tanto diventassero nostri davvero.



venerdì 15 maggio 2015

C'è un bambino....



E poi c'è un bambino.  Quello che hai conosciuto senza motivo, che ha attraversato la tua strada per sbaglio, diresti tu.
Non dovevi essere li, mentre lui passava. Dovevi essere altrove a curare il tuo giardino, oppure a versare lacrime inutili.
Invece no. Lui si è parato davanti vestito con una camiciola a scacchi bianchi e blu.
Mi ha perfino sorriso malgrado gli fossi estranea.
E' stato allora che ho fatto una cosa che mai avrei dovuto fare: gli ho toccato i capelli.
Lui ha i capelli più soffici di qualsiasi altra cosa soffice esista al mondo. Una sensazione di morbido che mi è rimasta incollata alla mano, non viene via con nessun sapone.
Nulla lasciava intendere che stesse male. Non il suo volto, non i suoi occhi e nemmeno le sue parole.
Loro si. Loro due avevano il dolore appena appreso che gli colava dagli occhi.  Ogni lacrima versata restava attaccata al volto solcandolo profondamente. Il volto ritorto assieme al cuore nel filo spinato.
E io ero li a provare a dare un significato sapendo che non lo avrei mai trovato.
Perchè non ha senso dover morire a sei anni. E non ha senso che chi ti ha messo al mondo debba soffrire così tanto. Non insegna niente, nè a lui nè a loro.
Il coraggio. Forse quello sei obbligato ad impararlo velocemente. Perchè non hai il tempo. Non lo ha lui e non lo hanno sua madre e suo padre.
Lui è coraggioso perchè non sa cosa significa morire e loro non sono alla sua altezza, nell'essere così forti.
Ed io non so cosa ci facevo sulla loro strada. Potevo essere altove a prendermi cura di qualcosa di inutile.
Ma ho toccato i suoi capelli. Erano morbidi... e mi sono rimasti nel cuore.

Forza Alessandro!